Domenica 17 Dicembre 2017

300 Km di Job a spasso nel Friuli Venezia Giulia!

Strepitoso giro di Job che per più di 300 Km ci accompagna per le meravigiel della sua regione, il Friuli Venezia Giulia!

Finalmente, dopo lunghissimo tempo, ieri sono riuscito a trovare la congiunzione astrale per un'uscita a lunghissima gittata che progettavo da tempo. L'idea era azzardatissima, un giro ad anello in omaggio alla mia regione di nascita di ben 300 chilometri.

Due test precedenti di 100 chilometri l'uno avevano dato un responso pessimistico sulla riuscita, vuoi per consumi troppo elevati, vuoi per l'insorgenza di dolori alle ginocchia. Convinto pero' che ieri fosse l'ultima domenica utile per questioni di luce e di tempo stabile, ho deciso il tutto per tutto giocandomi 2 assi tirati fuori dal cappello all'ultimo momento:

- provare un nuovo assetto inedito della bici, studiato in noiosissimi giri di piazzale il sabato mattina, pro ginocchia.

- "assoldare" una lepre (amico atleta in bdc) che mi tirasse nella prima parte del percorso. 

Percorso:



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Cronaca:

Partenza alle 6.02 (come insegna Bengi, muoversi all'alba è già un buon inizio) da San Giovanni di Duino, noto perche' qui il fiume Timavo (dopo essere sparito sotto terra in Slovenia) , riappare a sorpresa in superficie.



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Sono conscio che i primi chilometri sono fondamentali, perche' se non avessi subito buone sensazioni, inutile azzardarsi ad allontanarsi troppo da casa. Ma complice l'atmosfera rarefatta dell'alba domenicale, un vero piacere per il ciclista, pedalo bene quasi senza motore fino all'appuntamento con il buon Amedeo (la lepre) a Villa Luisa:

km: 10,76 W/h: 17,8 media km/h: 25,5 



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Con il gregario davanti pedalo bene senza motore sui 27,1 km/h, ottimo!

Passiamo il ponte sull'Isonzo, tristemente noto per il sangue versato sulle sue sponde nella I guerra mondiale:



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(foto fatta in un'altra uscita)


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Ma eccoci a Grado (detta l'isola del sole) collegata da 2 ponti alla terra ferma.




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A Grado c'e' una ciclabile, ma preferiamo evitarla perche' poco scorrevole.



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Oltrepassata la cittadina siamo pronti a lasciare l'isola attraverso il lungo e pericoloso ponte/argine. Recentemente hanno affiancato una ciclabile ma è in ghiaino quindi non percorribile dal mio gregario.

Intanto sto mettendo buon fieno in cascina consumando pochissimo e la media si è alzata:

km: 29,36 W/h: 22,6 media km/h: 26,5 



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Con vento a favore raggiungiamo le porte di Aquileia, il più importante sito archeologico di età romana dell'Italia del nord:



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Tengo bene ancora a muscoli, qui è 100% pianura, uso solo il motore per le partenze ai semafori, anche se non sto in scia, mi pare di andare uguale forse anche per il vento favorevole.

km: 47,6 W/h: 35,5 media km/h: 26,4

Si arriva alla spettacolare Palmanova, città fortificata, peccato non avere il tempo per entrare dentro le mura.



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Ci innestiamo sulla "napoleonica", dritta come una spada!



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Concordiamo una sosta per la merenda alla sontuosa Villa Manin (nella foto aerea si vede in alto a destra che siamo ad un passo dalle piste e base aerea sede delle frecce tricolori:






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Rifocillati, ripartiamo:
km: 82,20 W/h: 88,8 media km/h: 25,8

Attraversiamo il Tagliamento che divide la provincia di Udine da quella di Pordenone:



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Sono le 10 e il sole comincia a picchiare forte, intuisco che sarà una giornata torrida e non sono già sicuro di essere lucidissimo dopo aver visto un elefante d'oro lungo il cammino:



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Finalmente si esce dalla napoleonica per stradine secondarie e incontriamo anche una deliziosa fontanella di acqua ghiacciata per ricaricarci di acqua.



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Ma adesso inizia la salita costante che ci porterà a nord fin sotto i monti e da qui in poi il motore dovrà spingere bene.

Arrivati a Vivaro qui attraversiamo alla confluenza del Cellina con il Meduna che sono secchi per il 90% dell'anno. Il clima è da deserto sahariano, qui si svolge il rally Italian Baja che ha un coefficiente di difficoltà superiore alla Parigi-Dakar, nonchè il nostro esercito si allena con i carri armati.



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km: 123,45 W/h: 217,8 media km/h: 25,2

Finalmente la lunga risalita a nord verso i monti finisce e svoltiamo a est per raggiungere Maniago dove facciamo sosta per breve pranzo al sacco vicino alla bianchissima scuola elementare.



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Il morale traballa, non sono neanche a metà strada e devo anche salutare Amedeo che ha fatto pure troppo e rientra.

km: 132,66 W/h: 289,2 media km/h: 25,1

Il morale si rialza pero' perche' passato lo smarrimento di essere rimasto da solo, inzio un tratto ombroso e vallonato e mi godo finalmente anche qualche bella discesa uscendo dalla provincia di Pordenone per rientrare in quella di Udine.



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Arrivo allo spettacolare e altissimo ponte sul Tagliamento:



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Plano a San Daniele, patria di prosciutti rinomati:



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Dopo un orribile lungo tratto di stradoni compresa la famigerata pontebbana, entro tra i bei paesetti friulani e mi fermo a Cortale a mirare questo mulino che fa anche da ventilatore per un po' di refrigerio.



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Ah, dimenticavo, poco prima ho superato il muro dei 200 km !

km: 200,14 W/h: 489,6 media km/h: 25,4

A questo punto, devo fare una deviazione obbligatoria: rendere omaggio al paese di Attimis dove hanno vissuto i miei nonni dopo essere scappati dalla Dalmazia durante la II guerra e qui riposano in pace.

Che ricordi... passo quella che la nonna mi diceva essere la casa delle streghe, adesso completamente rifatta, ma davanti è rimasto quel misterioso flusso di aria gelida che ti accappona la pelle anche in piena estate.



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Ed ecco il cartello che da piccoli io e i miei fratelli usavamo come linea di traguardo cavalcando scassatissime biciclette.



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Riprendo la strada per casa, puntando a Cividale, noto centro longobardo e dove proprio ieri si svolgeva una festa medievale, che pero' a me crea solo che disagi perche' trovo un ingorgo di sardomobili in cerca disperata di parcheggio.

Sono le 17.00 e il sole ormai mi ha cotto a puntino, non mi resta che fermarmi a riposare un po' all'ombra dove inizia la ciclabile per Udine... al cimitero! Dove trovo pero' bagni e acqua fresca.



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Dopo essermi rinfrescato un bel po' , riparto, la strada è ancora lunga , ma ho fortunatamente il vento a favore e viaggio senza motore fino a Gorizia (mi spiace ma qui terminano anche le foto).

Il calare delle prime ombre pero' mi dà inaspettate energie, anche perche' sento la meta vicina, e infatti faccio tutta una lunga tirata a chiudere l'enorme anello attraverso quella che viene chiamata la strada del vallone.

Arrivo al furgone che mi mancano ancora 8 chilometri ai 300 tondi, ma ormai spaccherei il mondo così mi sciroppo ancora qualche giretto in piano e chiudo in bellezza !

Link al report su Jobike!

km: 300,7 W/h: 813,5 media km/h: 25,3


ps- ringrazio infinitamente Amedeo, per l'eccezionale appoggio fisico/psicologico e lo nomino lycra boy dell'anno 

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